Italian Review on the Busoni album

L’Énigme – Steven Vanhauwaert: pianoforte – Hortus (65’35)

Si arriverà mai a comprendere appieno, a decifrare il complesso mondo di Ferruccio Busoni, il geniale compositore-virtuoso, toscano di nascita ma tedesco di adozione e cultura, che ha segnato il XIX ed il XX secolo del suo passaggio? Il titolo di questo cd è, appunto, ben scelto: L’Enigma

Inventivo e devoto trascrittore della musica di Johann Sebastian Bach, visionario anticipatore dell’atonalismo di Schoenberg (Busoni parlava di «senza tonalità» per la sua Sonatina seconda del 1912) ed autore di un Saggio di una nuova estetica musicale (del 1907, in cui egli affronta argomenti sino ad allora inesplorati, come la musica elettroacustica o quella microtonale), ha al suo attivo ben altre, e men note composizioni, dal suo al monumentale Concerto per pianoforte, coro maschile e orchestra (il più lungo del repertorio, oltre un’ora …) a due opere, Turandot e Doktor Faust, il suo capolavoro. 

Più tranquillamente, Steven Vanhauwaert ci introduce ad un mondo più intimo, vincolato alla sensibilità pianistica di Busoni, quello dell’Indianisches Tagebuch (Diario indiano) e della grandiosa Fantasia Contrappuntistica, BV 256; due meno note Elegie e la Fantasia, BV 253 completano il programma.

Con un gran senso della struttura ed una serenità che non vacilla davanti all’impresa, Steven Vanhauwaert ci guida all’affascinante scoperta di queste opere tardive, sibillini messaggi che Busoni affidava alle sue esibizioni concertistiche, quasi sogni illuminati dalla sublime spiritualità della musica di Johann Sebastian Bach.

CD e altre musiche di marzo, di Ferruccio Nuzzo

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